Quando Silvio Aimetti, sindaco di Comerio, fu convocato dai vertici di Whirlpool che dovevano comunicare l’abbandono del centro direzionale, gli venne detto che quell’area «era poco attrattiva per i talenti». Forse oggi è così, ma in passato da quel balcone naturale sul lago di Varese, Mister Ignis, al secolo Giovanni Borghi, guidò il boom economico italiano.

Aimetti si è mosso per tempo, mettendo intorno a un tavolo le persone e le istituzioni che potevano dare un contributo in termini di idee e soluzioni. Durante la visita a Comerio di Giorgio Gori, candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Lombardia, il sindaco che appoggia quella candidatura con la lista civica “Gori presidente” ha opportunamente convocato anche i rettori delle due università del territorio, Insubria e Liuc, e altri esperti per fare il punto della situazione, dimostrando a sua volta di avere le idee molto chiare su ciò che quell’area non deve diventare. «Né villette, né supermercati» ha ribadito in modo categorico, illustrando tre possibili scenari. L’ex centro direzionale di Whirlpool Emea potrebbe diventare un luogo dedicato alla cultura, collegato fisicamente al paese, alla salute e allo sport, all’imprenditorialità e al lavoro. Il vero problema, come ha sottolineato Gori, è con quali strumenti e soprattutto con quali risorse realizzarli.

ABBIAMO BISOGNO DEGLI INVESTIMENTI STRANIERI
Due advisor, tra i migliori in circolazione, sono già al lavoro per trovare i capitali necessari. Interessamenti da parte di alcune realtà già ci sono ma tutto è ancora in una fase embrionale perché trovare capitali coraggiosi a ridosso delle elezioni non è facile. Il clima di incertezza che regna oggi in Italia non aiuta e rischia di scoraggiare gli investimenti esteri che nel 2017 hanno raggiunto quota 15 miliardi di euro. Preoccupazione manifestata anche da Vittorio Gandini, direttore dell’Unione industriali della provincia di Varese, nella conferenza stampa di inizio anno.

IL SENTIMENTO DEGLI INVESTITORI
In un seminario su private equity, venture capital e private debt,organizzato dall’università Liuc, la professoressa Anna Gervasoni,direttore di Aifi (Associazione italiana del private equity e venture capital), ha chiarito bene qual è il sentimento che attraversa la comunità degli investitori in questo momento. «La prima cosa che si chiedono è se l’Italia sia un posto dove si può investire volentieri – ha detto Gervasoni -. E subito dopo, si danno una risposta: forse è meglio aspettare il 4 marzo». L’incognita elezioni guida dunque le decisioni degli investitori stranieri, nonostante in Italia per questi signori ci siano un’ottima fiscalità, in linea con quella europea, e un parco aziende – soprattutto medie – con standard altissimi di qualità, solido pilastro della nostra credibilità all’estero.

L’ATTRATTIVITA’ DEI TERRITORI
Il giorno dell’incontro con Gori all’hotel Bel sit di Comerio era presente anche Andrea Venegoni, giovane ricercatore dell’università Liuc diCastellanza, che, a proposito di attrattività dei territori, avrebbe potuto dire la sua se ce ne fosse stato il tempo. Una recente ricerca, coordinata dal professor Massimiliano Serati sulla formazione dei talenti e sui loro spostamenti, localizza il flusso principale verso il sud della provincia a ridosso della città metropolitana dove c’è un’alta concentrazione di imprese hi-tech. La scelta di Whirlpool sembra dunque seguire coerentemente quel flusso, che sta ridisegnando la nuova geografia del lavoro dell’asse pedemontano.

MISTER IGNIS INSEGNA ANCORA
L’ex centro direzionale di Whirlpool Emea non è un’area dismessa e nemmeno un grigio capannone della città infinita descritta dal sociologo Aldo Bonomi. Oltre 45mila metri quadrati di cui 15 mila coperti con una vista mozzafiato su lago e montagne, a due passi dal capoluogo di provincia e vicino a un aeroporto internazionale, è un contesto difficile da trovare altrove. Non è dunque un caso che le soluzioni prospettate dal sindaco di Comerio facciano leva su un mix equilibrato in grado di valorizzare l’ambiente naturale e garantire servizi di qualità per sviluppare una manifattura innovativa, quanto basta per attrarre risorse economiche e capitale umano adeguato, nonostante la concorrenza del sud della provincia. È già accaduto una volta nel secolo scorso e Silvio Aimetti attinge a piene mani dalla storia di Giovanni Borghi, milanese doc che scelse di realizzare il suo sogno industriale sulle Prealpi varesine.
Il cumenda ha ancora qualcosa da insegnare.