La parola d’ordine è “andate a votare perché è un’occasione storica per cambiare la Lombardia e l’Italia”.

La campagna elettorale è una occasione di incontro e relazioni, anche informali come quella di giovedì sera nei locali della pasticceria Zamberletti dove si sono dati appuntamento Samuele Astuti, Doriana Giudici e Roberto Cociancich. I primi due nella lista del Pd per le regionali e il terzo nel plurinominale per il Senato.

Il senatore uscente arrivava da Milano per un incontro in serata sull’Europa. “È la prima volta che faccio la campagna elettorale – ha esordito Roberto Cociancich – e mi sto molto divertendo perché è una esperienza di relazione e di incontro. La politica è fatta di idee e programmi, ma anche di persone e non è vero che sono tutti uguali. Non tutti sono come Samuele o Doriana. Andando a parlare delle cose in cui crediamo ci permette di uscire dalla superficialità. Oggi siamo a un bivio tra chi fa leva sulla paura e chi sulla fiducia. Le parole hanno un peso e non vanno usate a caso. In Italia abbiamo 850 persone assassinate mentre negli Stati Uniti sono oltre 15mila, un paese sempre più violento. Noi lavoriamo per avere un futuro con il sole e il sorriso e non la paura e la cupezza. In questi anni ho lavorato molto sulle politiche europee. Eravamo la maglia nera delle procedure di infrazione. Abbiamo migliorato molto risparmiando due miliardi di euro. Questo ci dà molta credibilità. Ogni anno paghiamo 70 miliardi di euro su un debito di 2.280 miliardi. Tema che non si discute ma che richiede competenza”.

Una vera new entry per la politica è Doriana Giudici: “Troppa gente dice non vado a votare. Dobbiamo convincerli ad andare e  per la regione poi è vitale. Ci sono grandi risorse e dobbiamo mandare la gente migliore. Non possiamo bruciare il futuro dei ragazzi. Il governo del Pd in cinque anni ci ha dato quello che il berlusconismo non ci ha dato in vent’anni. È diminuita la disoccupazione, è aumentato il Pil, poi tante leggi fondamentali come quella delle dimissioni in bianco, quella contro il capolarato, e anche sul falso in bilancio. Insieme a queste altre norme sui diritti civili come il “dopo di noi”.

A chiudere gli interventi tra i tavoli di tante persone attente è Samuele Astuti: “Un ragazzo all’inizio della campagna elettorale mi ha detto che sarebbe bello se ci si volesse più bene. Questo tempo è l’occasione per ascoltare e conoscere. Fare politica richiede anche saper decidere e con coraggio andarlo a spiegare alle persone”.