Alla presentazione del manifesto della First CislAdesso Banca, sei punti per la tutela del risparmio e del lavoro, c’erano anche di fronte ad alcuni politici nazionali e locali. Il senatore della Lega Stefano Candiani, la deputata del Pd Maria Chiara Gadda e Salvatore Vita candidato di Liberi e uguali alle elezioni regionali. I politici sono stati invitati al tavolo dei relatori Giulio Romani, segretario nazionale First Cisl Adria Bartolich, segretaria della Cisl dei Laghi, e Maurizio Locatelli, formatore della First Cisl dei laghi, per dare la loro opinione sul tema banche e risparmio.

«La politica deve dare delle risposte – ha detto Salvatore Vita di Liberi e Uguali – e su un tema delicato per il sistema Paese la sensazione è che non l’abbia ancora fatto. Il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta la dice lunga sulle mancate risposte, mentre sarebbe molto utile recuperare il rapporto con i corpi intermedi che sono in grado con il loro lavoro di avvicinare istituzioni e cittadini. In questo caso si parla di risparmio, argomento troppo delicato per lasciarlo solo in mano alle banche, quindi concordo con tutti e sei i punti del manifesto».

Stefano Candiani, senatore della Lega, inizia il suo discorso partendo da un’immagine curiosa ma efficace: le banche non sono fruttivendoli. «Se fallisce l’ortolano, possiamo farne tutti a meno – sottolineato il senatore leghista – se fallisce una banca no. Credo che siano fondamentali in questa fase l’aspetto etico e il rapporto di fiducia. A proposito di rapporto di fiducia, in questi giorni sono andato nella filiale della banca dove ho il conto e ho scoperto che il direttore era cambiato, non ne sapevo nulla».

Candiani indica anche una strada pratica da seguire: partire dall’articolo 47 della costituzione (La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito) che tutela il risparmio e il risparmiatore e utilizzare la leva fiscale per premiare i capitali pazienti. Infine, il senatore della Lega ha sollevato un problema emerso da tempo: il prestito cooperativo. «Spesso le cooperative raccolgono risparmio – ha detto Candiani – senza la necessaria autorizzazione della Banca d’Italia. Questa forma di intermediazione ha avuto risultati disastrosi per migliaia di cittadini risparmiatori anche a Varese».

Banche e commissione d’inchiesta, tema su cui Giulio Romani ha parlato durante la presentazione del manifesto, è un argomento sul quale Maria Chiara Gadda insiste molto. «La commissione banche era necessaria – ha detto la deputata del Pd- e deve essere mantenuta ampliando il suo spettro d’indagine. Ciò che emerso è stata la totale incompetenza dei manager bancari e la presenza di ex controllori che con il tempo erano diventati dipendenti delle stesse banche controllate. Dai lavori della commissione è emersa anche la proposta di istituire una procura speciale e la responsabilità sociale di impresa è un aspetto fondamentale in questo dibattito. Le banche non assolvono ai loro compiti se non danno credito alle imprese e alle famiglie. Credo che in quetso momento dare stabilità al Paese sia un atto rivoluzionario».

Il segretario nazionale della First Cisl, a proposito della commissione di inchiesta, ha replicato: «Purtroppo le commissioni agiscono dopo che il fatto è avvenuto, mentre l’azione servirebbe prima del danno. Da quel lavoro non emergono le motivazioni e il problema vero non sono le responsabilità individuali, che pur ci sono e sono gravi, ma il sistema dei controlli che devono essere fatti prima e non dopo. Bisogna vigilare sulla governance e non sugli effetti. La via noi l’abbiamo indicata da tempo, cioè allargare la partecipazione nella compliance aziendale e nei collegi sindacali ai lavoratori e alla rappresentanza dei piccoli risparmiatori».