“Malpensa fuori rotta” è il titolo della serata promossa da Liberi e Uguali sul tema dell’aeroporto, infrastruttura centrale del territorio tra Varesotto e Alto Milanese.

«Il tema di Malpensa è scomparso dalla campagna elettorale, benché influisca in modo significativo sul nostro territorio in termini ambientali e lavorativi e benché le scelte delle istituzioni nazionali e regionali siano di fondamentale importanza» spiegano i promotori dell’appuntamento in calendario venerdì 23 febbraio (sala Impero, via Foscolo, Gallarate, ore 21.00).

Scelte urbanistiche, infastrutture di accesso, impatto ambientale e qualità del lavoro sono i temi su cui LeU accende i riflettori.

«Lo faremo con la candidata al consiglio regionale Camilla Colombo, la candidata alla camera per il collegio di Gallarate Cinzia Colombo, con Jimmy Pasin architetto da sempre impegnato sul tema Malpensa e Mariaceleste Brambilla, portavoce del Comitato SalviAmo la brughiera, che si oppone all’inutile tracciato ferroviario che attraverserà la brughiera di Casorate Sempione (e che riguarda anche il quartiere dei Rochi di Gallarate)».

«Pur riconoscendo che l’attuale Master Plan è meno invasivo del precedente, è evidente che restano tante criticità che Sea ha volutamente ignorato e che mettono in pericolo la brughiera. In primis la realizzazione di nuove strutture della Cargo City fuori dall’attuale sedime aeroportuale, con Sea che al momento vuole occupare parte della brughiera rimasta, rifiutandosi di costruire nelle aree già cementificate e rimaste abbandonate, come i capannoni vuoti proprio di fronte alla zona della Cargo City. Ma anche le opere di collegamento contribuiranno a distruggere importanti aree verdi, con dispendio di risorse pubbliche a fronte di un intervento neppure utile».

L’altro versante, poi, è quello del lavoro in aeroporto e intorno allo scalo, «sempre più precario e dequalificato, con orari di lavoro che impediscono di vivere dignitosamente».

«Per anni ci hanno chiesto di scambiare il diritto al lavoro con il diritto alla salute. Alla fine non è rimasto né l’uno né l’altro. Liberi e Uguali pretende che si cominci a rispettarli entrambi».