«Alla fine cosa faranno? Si presentano? Chi è il candidato?». Almeno nel – più o meno ristretto – giro di chi è più attivo sul fronte della politica, a Lonate nella giornata di venerdì 4 maggio si rincorrevano queste domande. Riferite al gruppo di “Noi ci siamo”, embrione di lista che aveva i suoi primi promotori in Giacomo Buonanno, Walter Girardi, Donato Brognara, Giovanni Canziani.

«Ci saremo comunque, ma in un altro modo». È questa la risposta, ben riassunta in un quasi-slogan, che è stata data in conferenza stampa. Il gruppo non ha la forza per trasformarsi in lista, di presentare un suo candidato sindaco (il nome scelto sarebbe stato quello di Walter Girardi).

«Presentare una lista richiamando amici e parenti si può fare, non per basta per fare una proposta seria e sufficiente per il contesto in cui ci troviamo» dice Giacomo Buonanno.  «Probabilmente non abbiamo avuto tempo sufficiente. Probabilmente – aggiunge caustico – pensavamo di poter collaborare con qualcuno che non ha voluto. I matrimoni, purtroppo, si fanno in due: Lonate, Tornavento e Sant’antonino meriterebbero di più, ma non ce l’abbiamo fatta». Il riferimento polemico è a Uniti Liberi, l’altro gruppo che si riconosce alternativo al fronte del centrodestra, che si ripresenta unito (con Ausilia Angelino) dopo la debacle delle dimissioni dell’ex sindaco Rivolta, che è stato arrestato a maggio 2017 e ha patteggiato una pena nell’autunno successivo.

Fin dalle schermaglie dell’inverno 2017, tra i due gruppi alternativi al centrodestra c’erano state scintille, diventate via via più esplicite. Si preannunciava una campagna elettorale animata anche tra le due liste, ma non sarà così. O meglio: non sarà una sfida tra due liste, anche se appunto “Noi ci siamo” non intende sfilarsi e anzi si presenta battagliera.

«Ci siamo ripromessi di esserci, non con una lista ma con spirito critico, sollevando problemi e necessità» dice ancora Giacomo Buonanno.

E l’approccio franco e critico, appare subito evidente, non sarà solo verso il centrodestra, ma anche verso la civica Uniti e Liberi. Prima di tutto sul ruolo di Giancarlo Simontacchi, l’ex assessore di Forza Italia che ha rotto con Rivolta prima del 2014, ma che ha condiviso le precedenti amministrazioni Gelosa. «È impensabile andare avanti senza capire quanto accaduto in passato» dice Giovanni Canziani. Che riconduce i problemi di Lonate e le storture emerse in modo plateale con il caso Rivolta a un «percorso di scelte urbanistiche scellerate»: scelte «non penalmente rilevanti, ma che hanno creato le condizioni» che hanno portato al 2017. «Chi non ha memoria rischia di trovarsi in buona fede a ripetere errori o a costruire su elementi critici».

Quali sono gli elementi critici. Giacomo Buonanno cita «il centro sportivo» e la scelta dei terreni tra Lonate e Sant’Antonino, «il Pirellino, il Pgt della giunta Gelosa».  Donato Brognara parla di «almeno venti punti urbanistici di cui parlare».

«Simontacchi – conclude Buonanno – ha la responsabilità di discutere apertamente delle cose che ha contribuito a portare avanti nel passato, per poterle superare. Allo stesso modo di Ausilia Angelino, che ha condiviso fino al 2o17». Si parla di trasparenza e legalità. «Lo studio Rivolta non è l’unico che può avere conflitti d’interesse, ci sono altri studi professionali che possono averne».

Walter Girardi non nasconde la delusione per l’esito negativo del lavoro fatto in questi mesi con «alcuni dei miei padri politici, con cui ho condiviso una esperienza amministrativa». E ribadisce l’approccio libero e critico, non solo verso «la disastrosa esperienza Rivolta», ma anche sulle «altre giunte di centrodestra» e sulla ex opposizione che oggi anima Uniti e Liberi: «Si sono svegliati tardi da un torpore di mesi, il fulmine a ciel sereno ha colpito anche loro».

Roberto Morandi – @ilmorands