Il gruppo “Noi ci siamo” l’aveva promesso: il suo simbolo non ci sarebbe stato sulla scheda, ma non per questo si sarebbero tirati indietro dalla contesa elettorale. E oggi lo fa richiamano i tre candidati sindaci sul tema (citassimo) della trasparenza, chiedendo di sottoscrivere la Carta di Avviso Pubblico, il documento di riferimento proposto da una rete di enti locali che hanno fissato uno standard di garanzie di trasparenza.

«Nei programmi dei candidati sindaci di Lonate la trasparenza e la legalità sono dichiarate e proclamate a gran voce» dicono da Noi ci siamo (nella foto). «Sembra sia partita una gara per dimostrare chi, tra i vari candidati, ce l’ha più trasparente (il programma)». Di qui l’invito a cominciare «un percorso per passare dalle parole ai fatti, dai proclami agli impegni concreti»: «come primo passo, proponiamo ai candidati sindaci Angelino, Rosa e Verderio di aderire ad Avviso Pubblico e di sottoscrivere la Carta di Avviso Pubblico», il documento di riferimento proposto da una rete di enti locali che hanno fissato uno standard di garanzie di trasparenza.

I ventitré articoli della Carta (qui il testo completo) prevedono tra l’altro il divieto di ricevere regali sopra i 100 euro, il contrasto al conflitto di interessi (indicato con una serie di casistiche), al clientelismo e alle pressioni indebite, la trasparenza degli interessi patrimoniali e finanziari, la trasparenza del finanziamento dell’attività politica, l’impegno a fare nomine basate esclusivamente sul merito, la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini, l’obbligo di rinuncia alla prescrizione e l’impegno alle dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravissimi reati di mafia e corruzione.

«La Carta è stata elaborata da un gruppo di esperti (politologi, giuristi, funzionari pubblici, rappresentanti di associazioni) e amministratori locali, coordinato dal Professor Alberto Vannucci, ed è stata presentata a Contromafie nell’ottobre del 2014. Sono tante le amministrazioni che hanno aderito. Nella nostra zona ci sono Rescaldina, Legnano, Caronno Pertusella… per restare a quelle più vicine» ricordano ancora quelli di Noi ci siamo. «È vero che le disposizioni della Carta sono esigenti nei confronti degli amministratori pubblici che la sottoscrivono. Tuttavia, il loro rispetto può restituire moltissimo in termini di fiducia e legittimazione agli occhi dei cittadini. Lonate merita più di quello che ha ricevuto dai suoi amministratori in questi ultimi anni».

Le risposte dei candidati
Come rispondono i candidati? L’adesione, almeno in questa fase, è unanime.
«Aderisco subito, sono d’accordo» dice Ausilia Angelino, candidata di Il centrodestra per Lonate, riferendosi ai princìpi generali elencati (anche se non ha ancora letto la carta integrale). «Penso sia un’ottima cosa, basta che non sia una strumentalizzazione». Anche Modesto Verderio di Grande Nord fa riferimento ai princìpi di base elencati: «Non l’ho ancora letta, ma quella battaglia l’ho fatta dal ’99; tutti conoscono anche il mio impegno contro la ‘ndrangheta, ho fatto anche una fiaccolata senza nessun sostegno dai partiti e neppure molto dai lonatesi. Mi fa piacere che un pezzo del centrosinistra si faccia sentire su questo tema: con me sfondano una porta aperta».
«È un documento di cui si è parlato già in passato» dice Nadia Rosa, candidata di Uniti e Liberi. «Mi sembra evidente che si tratti di una buona iniziativa visto quanto successo. Di fondo, chiede un impegno su comportamenti già stabiliti per legge, aggiungendo qualche rigidità in più. Noi ci presentiamo con questo spirito di attenzione al tema della legalità e della trasparenza, è chiaro che come gruppo ci impegniamo su questi princìpi, anche là dove si fa riferimento a un impegno a evitare conflitto d’interessi anche nel periodo successivo alla carica. Valuteremo se e come aderire alla Carta, che ha comunque un costo per l’amministrazione seppur ridotto, se con una delibera di consiglio o altro».